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Barack Obama: una speranza tra ragionevoli dubbi | LineaNeuronica

domenica, novembre 02, 2008
19:15

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Barack Obama: una speranza tra ragionevoli dubbi

Obama1~Barack-Obama-Yes-We-Can-PostersTutto risolto con l'incoronazione di Barack Obama? L'attenzione dei media ma anche, se non soprattutto, dei politici di tutto il mondo è alta. Tutti dicono la loro, in molti aspettano una sorta di Messia. Solo pochi riescono a tenere i piedi per terra... Parlo naturalmente di Obama perchè credo che la sua elezione sia la conclusione più probabile di queste Presidenziali Americane. Sono meno ottimista di Furio Colombo, il grande ex Direttore dell'Unità. Ho pure una visione del quadro Statunitense più disincantata. La risposta al quesito introduttivo è naturalmente, no. Credo ovviamente che l'affermazione del candidato di colore sia il risultato in cui sperare. Ma solo per la pericolosità della politica dei Repubblicani e del loro candidato McCaine. Mi dispiace per Colombo ma a me risulta che l'avversario di Obama non sia neppure una brava persona come lo stesso Direttore scrive. Ambienti bene informati ci consegnano di lui un pedigree negativo e altamente pericoloso. Qualcuno addirittura lo classifica ancora peggiore di Bush. Il che è tutto dire!! Sul versante democratico invece mi sembra si stia tendendo ad esagerare e neppure di poco! Il Senatore dell'Illinois non mi sembra neppure lontano parente di JFK o del fratello Robert. Mi fido molto di più del giudizio espresso dal Prof. Giovanni Sartori che non attribuisce a Obama grosse doti politiche. Resta tuttavia il fatto che Obama sia un uomo intelligente e che sia riuscito a far funzionare una macchina organizzativa in modo eccellente. Ha condotto una campagna elettorale con pochissimi errori, sapendo cogliere quell'attimo fuggente che gli ha permesso di aver buon gioco su quello che era veramente il suo unico, vero avversario: Hillary Clinton. Una ex First lady (o "past President?") che ha pagato il suo errore più grande, quello di votare la fiducia al governo Bush all'epoca del rifinanziamento della guerra in Irak. Semmai c'è da dire che in questo momento storico, anche se può sembrare inverosimile, la freccia in più nella faretra di Obama è proprio il colore della sua pelle. "La speranza nera" può aggiungere quella sana percentuale di novità e di inversione di tendenza che potrebbe ridare ossigeno ad un Paese che sta conoscendo da tempo un progressivo quanto evidente declino. Adesso anche economico. La guerra dell'Irak ha rappresentato forse il punto più basso della sua storia repubblicana. Per tanto tempo abbiamo sperato che il Vietnam avesse costituito una sorta d'insegnamento a cui guardare... Ma evidentemente così non è stato. Non voglio comunque minimizzare questo personaggio ma solo restare con i piedi per terra.

Sono rimasto già deluso quando la sua campagna elettorale lo ha portato fuori dei propri confini Nazionali. Il paventato ritiro dall'Irak non ha sancito un'inversione di tendenza verso la brutta abitudine di far ricorso sempre e comunque alle armi, ma al contrario lo ha spinto a promettere rinforzi sul fronte Afghano. Comunque diamogli tempo e vedremo. Intanto iniziano le cosre per entrare nella sua scia politica... Da tempo anche i politici Italiani si danno molto da fare per cercare di entrare a far parte della sua "corte". Si sprecano addirittura similitudini e paralleli. Perfino Berlusconi per bocca di Frattini viene accostato ad Obama! Per non parlare di Veltroni che non perde occasione di avvicinarsi al candidato di colore ma che con lo stesso ha forse in comune il solo fatto di militare in un partito che porta lo stesso nome, Democratico.  Per il resto credo che sarebbe meglio lasciar perdere e non fare discorsi "maccaronici".. Giovanni Sartori (sull'Espresso..) non ha esitato ad affermare che Obama sia addirittura politicamente meno preparato di Veltroni (cosa che non suona di buon augurio per gli States..) ma almeno c'è da dire che il "forse-nuovo" Presidente Americano, un progetto e qualche idea chiara su quello che vuole fare per il suo Paese, lo ha da tempo. E quello di Uolter invece dov'è?? Non scomodiamo paragoni. Speriamo solo che Obama porti veramente un vento nuovo e che soprattutto riesca a "difendersi" dalle pressioni che i suoi grandi elettori (soprattutto quelli meno "visibili!!") eserciteranno su di lui, come è da sempre prassi consolidata di quel Paese. C'è bisogno di una nuova democrazia in ogni parte del Mondo. Troppe volte e in troppe occasioni si fa ricorso a questo termine in modo improprio. Tiferò per il candidato "dalla pelle scura", questo sia chiaro, ma lo farò con molta attenzione e senza illudermi che possa rappresentare la risoluzione ai tanti drammi e contraddizioni che percorrono il destino della nostra società. Un destino che ovviamente non è più pensabile che possa essere governato entro i limiti dei confini Nazionali. Ecco perchè non possiamo non guardare a quello che accade anche a migliaia di chilometri di distanza... Con tanta attenzione ma con la consapevolezza che per operare qualsiasi cambiamento occorre partire dal piccolo per arrivare al più grande. Dalle nostre città fino ad arrivare oltre confine. Tenendo sempre presente che neppure l'Oceano è oggi un motivo di diversità o di ostacolo. 



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